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Le risaie di Tegalalang – Bali

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14 Novembre 2018

Nei dintorni di Ubud, a circa 10 km di distanza, si possono ammirare le risaie di Tegalalang. Le risaie si arrampicano per circa 10 km sulle sinuose colline che costeggiano la vallata. Il metodo di irrigazione detto “subak” permette, attraverso un lavoro puntuale, di mantenere il giusto livello di acqua in tutte le terrazze. Si tratta di un paesaggio insolito, che cattura lo sguardo e ti costringe ad immergerti in una cultura diversa dalla tua. L’impatto è abbastanza forte, quantomeno in termini ambientali. Seppure queste risaie siano diventate negli ultimi anni preda del turismo occidentale, si conservano ancora barlumi di autenticità.  Scendendo lungo il sentiero è infatti possibile osservare i contadini balinesi piantare il riso. In particolare siamo rimaste colpite da Ketut, un anziano contadino che, nonostante l’età avanzata, se ne stava tutto il giorno con le gambe a mollo e la schiena curva a piantare riso.

A proposito del nome, occorre fare un inciso e svelare una piccola curiosità: nell’isola di Bali, i figli vengono chiamati con nomi specifici in base all’ordine di nascita: ovvero il primogenito viene chiamato Wayan, il secondo Made, il terzo Nyoman e il quarto Ketut. La situazione non cambia sulla base del sesso del figlio, al massimo si aggiunge “Ni” prima del nome, se è femmina, e “I” se, invece, si tratta di un figlio maschio: Ni Wayan se è una bambina, I Wayan se è un bambino. Se all’interno di una famiglia nascono più di quattro figli, si ricomincia il giro di nomi. Alcuni usano aggiungere al nome il termine “Balik” che significa “un altro…”.

Tutto quello che sappiamo di Ketut, a parte il nome, è che era l’ultimo di quattro figli. Altre informazioni non ne abbiamo, perché questo anziano signore parlava solo il balinese e per noi era impossibile comprenderlo. L’abbiamo però osservato a lungo, abbiamo cercato di inventarci la sua storia immortalando in alcuni scatti tutta la fatica che portava ogni giorno sulle proprie spalle e sul suo volto segnato dal tempo. Avremmo voluto chiedergli qualcosa sulla sua famiglia e sulla sua vita: era sposato? aveva amato tanto? Si era mai allontanato da Bali? Cosa desiderava? Peccato, sarebbe stata una bella “storia diversa” da raccontare…

 

 

 

 

 

 

 

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Storie Diverse
Florence

Questo non vuole essere un semplice blog di viaggi. Ci sono infatti modi diversi di viaggiare e di osservare. Il nostro è un viaggiare lento, che ci consente di cogliere punti di vista differenti. Soffermarsi su un dettaglio, un volto, il colore di un abito o di una pietanza, un rito o un semplice gesto, a volte ci dice molto più di quello che pensiamo di sapere. Proveremo a raccontarvi il mondo così com'è, attraverso l'obiettivo curioso di una macchina fotografica e lo sguardo attento di un'antropologa. In fondo, si sa, che conoscere l'altro è anche un modo per comprendere meglio noi stessi.

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