Chichén Itzá-Messico
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Chichén Itzá e la maestosità della Piramide di Kukulkan

on
10 Febbraio 2019

Chichén Itzá è forse il sito archeologico più popolare del Messico, quello che tutti – almeno una volta nella vita – hanno potuto ammirare in qualche catalogo di viaggi.

Questo complesso archeologico è patrimonio dell’UNESCO, oltre ad essere inserito nella lista delle 7 meraviglie del mondo. La sua bellezza è  indiscutibile, anche se con gli anni e un afflusso di turisti sempre maggiore, ha perso quell’aurea di sacralità che invece si respira in altri siti meno affollati.

Dove soggiornare per visitare Chichén Itzá?

Dopo qualche giorno di mare e di meritato riposo nella splendida Isla Mujeres, ci siamo spostate a Valladolid. Questa è stata la nostra base di partenza per raggiungere Chichén Itzá: il primo sito che abbiamo visitato. Per raggiungerlo abbiamo preso un colectivo intorno alle 7:00 del mattino dalla stazione principale di Valladolid, arrivando di buon’ora quando l’afflusso di turisti è minore.

Quanto costa entrare?

Il costo del biglietto è di circa 242 pesos messicani, che corrispondono a circa 11,00 €. Tutta la strada che conduce ai piedi della piramide di Kukulkan, conosciuta anche come El Castillo, è costeggiata da bancarelle che vendono i più svariati e variopinti souvenir per turisti. Anche se vi verrà subito voglia di comprare qualcosa, tirate dritto! Avrete modo di ritornarci una volta terminato il vostro giro.

Un po’ di storia

Secondo gli archeologi, la piramide principale è dedicata al dio maya-yucateco Kukulkan, ovvero il “dio-Serpente Piumato”, chiamato dagli Aztechi Quetzalcoatl. La nostra guida ci ha detto che un tempo era consentito salire fino alla cima della piramide, oggi non più. Questo per preservarlo dall’inarrestabile afflusso di turisti.

All’interno del complesso archeologico ci sono numerosi monumenti da ammirare: tra questi i campi utilizzati per il gioco della “pelota”, una specie di gioco della palla corda in cui si scontravano due squadre. Di solito una di queste era composta da prigionieri, che dovevano scontrarsi con gli avversari cercando di infilare una palla dentro degli anelli di pietra a circa 2 metri di altezza. Per farlo era consentito utilizzare solo le natiche, i fianchi e i gomiti. Al termine della partita, la squadra perdente veniva data in sacrificio agli dei.

Non a caso a Chichén Itzá si possono ammirare anche diverse rastrelliere, sopra le quali venivano appesi i teschi degli uomini sacrificati, così come numerosi Chac Mool. Si tratta di una scultura raffigurante una figura umana disposta in posizione reclinata con la testa rivolta verso il lato destro. Questa ha un recipiente appoggiato sul ventre, dove – molto probabilmente – venivano appoggiate le offerte in occasione dei sacrifici da fare alle varie divinità, prima fra tutte il dio del Serpente Piumato.

Non dimenticativi di visitare il Cenote!

Camminando all’interno del sito è possibile scorgere anche un cenote, ovvero una specie di pozzo naturale le cui acque venivano considerate sacre. I maya erano soliti gettare corpi di uomini, donne e bambini o oggetti preziosi, anche in questo caso in segno di offerta agli dei. Il cenote più conosciuto della zona e, forse, di tutto il Messico, è quello di Ik Kil. Noi purtroppo non siamo riuscite a visitarlo, ma dovessimo tornare nella Penisola dello Yucatán, certamente non ce lo faremmo scappare!

MG_8122-15-1024x683 Chichén Itzá e la maestosità della Piramide di Kukulkan

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Florence

Questo non vuole essere un semplice blog di viaggi. Ci sono infatti modi diversi di viaggiare e di osservare. Il nostro è un viaggiare lento, che ci consente di cogliere punti di vista differenti. Soffermarsi su un dettaglio, un volto, il colore di un abito o di una pietanza, un rito o un semplice gesto, a volte ci dice molto più di quello che pensiamo di sapere. Proveremo a raccontarvi il mondo così com'è, attraverso l'obiettivo curioso di una macchina fotografica e lo sguardo attento di un'antropologa. In fondo, si sa, che conoscere l'altro è anche un modo per comprendere meglio noi stessi.

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