Isla Mujeres - Mar dei Caraibi
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Isla Mujeres – Niños | Storie Diverse

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1 Maggio 2017
Italia – Messico

Siamo atterrate a Cancun con un volo Bologna-Madrid, Madrid-Miami, Miami-Cancun, comprensibilmente provate.  Ci siamo fiondate su un taxi in direzione Puerto Juáres, lì avevamo prenotato un piccolo hotel non molto invitante, ma estremamente comodo per noi che la mattina seguente volevamo allontanarci dalla vita mondana di Cancun e salire sul primo traghetto in direzione Isla Mujeres.

C’era un caldo soffocante, la città era molto viva nelle zone turistiche dove si trovano i grandi hotel dei gringos, ma man mano che il taxi si avvicinava al porto, dal buio della notte si intravedevano solo poche figure all’apparenza poco raccomandabili e mozziconi di case che sembravano abbandonate, ma non lo erano. C’erano molti cani randagi che vagavano per le strade alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Ricordiamo qualche piccolo venditore di cibo di strada, intorno al quale si riunivano piccoli gruppetti di uomini con una bottiglia in mano che forse non avevano alcuna voglia di dormire o, magari, non avevano una casa dove andare. Nel frattempo il taxista ci dava il benvenuto in Mexico, elencandoci fiero e risoluto le meraviglie del suo paese e, allo stesso tempo, ci metteva in guardia dai suoi pericoli.

Arrivate all’hotel abbiamo preso qualcosa da mangiare in un piccolo supermarket che si trovava di fronte, poi ricordo solo un letto comodo quel poco che è bastato per farci addormentare e l’abbaiare lontano dei cani che rompeva il silenzio della notte.

Come arrivare a Isla Mujeres?

La mattina seguente, un traghetto chiassoso e suonante ci ha condotto a Isla Mujeres partendo da Puerto Juáres. Qui avevamo prenotato un appartamento decisamente più confortevole ad un ottimo prezzo.

Perdersi nelle vie di un’isola sconosciuta ti regala una sensazione di eccitazione mista a malinconia. Quel giorno stavamo vagando lungo le strade strette e un po’ decadenti di Isla Mujeres. Facevamo foto nella speranza di catturare la magia di quel luogo dai colori vivaci e dai ritmi lenti. C’era tanta povertà intorno a noi, ma il sole caldo e il rumore del mare allontanavano i pensieri più cupi. Ad un tratto ci siamo imbattute in questi tre bambini: due erano sorridenti, giocavano e si tenevano per mano. La terza bambina, la più piccola dei tre, ci osservava in silenzio, mentre se ne stava seduta a terra con un barattolino che teneva stretto in una mano. Rivendicava il suo diritto alla noia.

Noi personalmente ci siamo subito innamorate di quest’isola meravigliosa. Se avete dubbi se inserirla o meno nella lista dei “posti da visitare”, non esitate un attimo e andateci!

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